foto di Simone Cipriani © riproduzione riservata
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Rimonio

Quadro geologico dell’area
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La geologia dell’area fa parte del contesto evolutivo della catena appenninica. Schematicamente l’orogenesi (la formazione della struttura delle montagne) si è sviluppata in due fasi distinte: prima una fase di compressione e successivamente una fase distensiva. Tali movimenti hanno generato i rilievi e l’ampia vallata centrale, che oggi possiamo osservare intorno a noi. Lo sviluppo del “graben” della Garfagnana e della Mediavalle, cioè una zona fortemente ribassata in asse alla vallata, è frutto del moto di distensione, geologicamente recente, iniziato circa 100.000 anni fa, il quale consentì la formazione di grandi laghi centrali, uno dei quali impostato a monte di Fosciandora, fino a Castelnuovo, mentre un altro sviluppato da Campia fino a Calavorno. Il fiume Serchio soltanto nelle fasi più recenti della nostra storia ha inciso la valle da Castelnuovo fin sotto Treppignana e più a sud, da Calavorno a Borgo a Mozzano, erodendo le rocce e sfruttando zone di maggior debolezza dei materiali, provocando quindi lo svuotando dei bacini lacustri. 

L’erosione così spinta ha portato alla luce nella vallecola del Rimonio un piccolo affioramento di calcari bianchi denominati “Maiolica”, che in precedenza sarebbe stato nascosto sotto ad altri materiali, in quanto stratigraficamente posto più in basso delle formazioni delle arenarie e della scaglia, predominanti in tutto il comune di Fosciandora. Questa roccia, “Maiolica”, appare costituita da una matrice molto fine e bianca, generata dalla diagenesi (consolidamento e cementazione dei materiali sciolti) di resti organici oceanici depositati nel Titoniano, 150 milioni di anni fa. La roccia si presenta con una caratteristica disposizione geometrica a straterelli che in alcuni tratti del canale è perfettamente visibile. 

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