Proponiamo una toccante testimonianza, raccolta da Enrico Fiori, relativa ad una persona, che da bambina visse il dramma della guerra al Mulino della Cerreta.
“Ho vissuto al Mulino della Cerreta fino all’età di 6 anni nel 1949. Vivevo lì con la mia famiglia, mamma, papà e tre fratelli. Al Mulino si macinavano le castagne, il formentone, il grano e la paga della “Molenda” erano sacchetti di farina; non c’era moneta, ma scambio, e i raccoglitori provenivano da tutta la Garfagnana. Nel 1945, nel momento in cui la linea difensiva tedesca della Linea Gotica veniva a cedere sotto l’attacco degli Alleati, i tedeschi occuparono il Mulino per farne un posto di Comando, in quanto la Cerreta sorgeva in un luogo nascosto e protetto. Mio padre era stato ferito durante un bombardamento da una scheggia ad un braccio ed era stato per questo costretto ad abbandonare la casa per farsi curare; aveva passato la linea gotica arrivando a Barga, dove era situato il Comando Americano.
Così la mamma era rimasta sola in casa con me, di due anni, ed i miei tre fratelli di 11, 12, 13 anni. Quando arrivarono i Tedeschi buttarono fuori dalle finestre i nostri materassi (di foglie) e volevano bruciarli. Per fortuna un soldato polacco, il “Polacchino” (era tanto bravo!), glielo impedì e li portò di sotto nel mulino, dove così potemmo dormire. Quando veniva il momento del rancio, i miei fratelli si mettevano in fila per aver da mangiare e, meno male, gliene davano un po’.
L’ultima notte i Tedeschi dovevano ritirarsi per scappare; smontarono le loro cose e dissero che avrebbero bruciato tutto per non lasciare tracce. <Domani bruciamo la casa!>. La mamma pensò che non poteva fuggire con i bimbi così piccoli e che fosse arrivata la fine. Per fortuna un bravo vicino, rischiando lui stesso la vita, decise di venire a farci coraggio, rinchiudendosi in casa insieme a noi. Potete immaginare l’angoscia di quella notte; ma la mattina i Tedeschi se ne andarono senza bruciare la casa. Eravamo salvi!
Il Mulino fu abbandonato 4 anni dopo per i danni determinati da una specie di alluvione, causata da una frana che si staccò dal monte e fece esondare il torrente.”