foto di Simone Cipriani © riproduzione riservata
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Ceserana – Porta Nord

Cenni storici di Ceserana. Rifugio di guerra.
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I territori della Comunità di Fosciandora sono stati spesso, nella storia, “terre di confine”. Un primo esempio è riconducibile già al II° sec. a.c., al periodo delle lotte tra gli invasori Romani ed ed il fiero popolo dei Liguri Apuani. E’ presumibile che nonostante la vittoria dei Romani, sulle alture  siano rimasti insediamenti delle resistenti popolazioni indigene; ciò troverebbe  riscontro anche nella toponomastica dei luoghi, principalmente latina a livello delle frazioni, mentre nei nomi delle località più alpestri si rinvengono tracce pre-latine. 

Un secondo esempio risale al VI° secolo d.c., quando i Longobardi avanzarono alla conquista del centro Italia, cacciando i Bizantini. Questi ultimi costituirono dei “limes”, cioè delle linee di difesa per resistere; una di queste tagliava trasversalmente la vallata grossomodo nel centro della Garfagnana; ma secondo lo storico locale Monsignor Angelini, un secondo limes bizantino fu realizzato piu’ a sud, interessando anche le zone tra  Pieve Fosciana e Ceserana. 

Anche in epoca Estense, come noto, dal XV secolo in poi per molto tempo, il nostro territorio si trovò tagliato in due dalla linea di confine tra 2 diversi Stati: Ceserana, La Villa, Migliano, Fosciandora erano sotto il Ducato di Modena e Ferrara; Lupinaia, Riana e Treppignana sotto  lo Stato di Lucca. 

L’ultimo esempio, il piu’ vicino a noi, è quello legato alle tragiche vicende della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1944/45, per molti mesi, il territorio di Fosciandora si trovò nel mezzo della Linea Gotica, con i tedeschi insediati nelle frazioni e le Truppe Alleate che premevano da vicino. Per sottrarsi ai rischi dei numerosi bombardamenti fu scavato un sotterraneo sotto la Rocca di Ceserana, dove la popolazione trovava rifugio dalle incursioni aeree.  La sua riapertura serva da monito alle generazioni per riflettere sulle tragiche vicende delle guerre.

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