foto di Simone Cipriani © riproduzione riservata
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Ceserana - Fontana Salata

Tradizione popolare. Le storielle dei Cigerani.
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Gli abitanti di Ceserana detti “Cigerani” sono noti in tutta la Garfagnana per  una serie di “storielle” che tenderebbero a mettere in evidenza la loro stoltezza e dabbenaggine. Questo elemento della tradizione popolare tramandata oralmente è stato oggetto di  interessanti  studi negli ultimi decenni; è venuto alla luce che queste storielle accomunano diverse località del territorio nazionale, tanto  che negli anni novanta si radunarono a convegno i cosiddetti “Paesi degli Sciocchi”.  Le storielle sono numerose; in questo luogo detto “Fontana Salata” ne evidenzieremo alcune; altre ne troverete all’interno del piccolo museo adiacente la Chiesa di Ceserana. 

I CESERANI SALARONO UNA FONTANA.

Ai tempi in cui il sale costava  caro, i Ceserani pensarono bene di salare una “fontana”, così non avrebbero piu’ avuto  bisogno di andare continuamente a comprare il sale; sarebbe bastato prendere l’acqua per dare sapore ai cibi. Acquistarono sacchi e sacchi di sale e poi iniziariono a rovesciarli nella fontana, contenti di aver finalmente risolto, una  volta per tutte, il problema del sale. Il giorno dopo le massaie andarono a prendere l’acqua convinte che la polenta sarebbe venuta saporita al punto giusto … ma ahimè!! Tutto risultò sciocco; con l’acqua corrente se ne era andato anche tutto  il sale! 

I CESERANI VOLLERO DAR DA BERE AL PIOPPO. 

Sopra la Fontana Salata cresceva un bel pioppo, ma un giorno i suoi rami  più alti cominciarono a seccare; i poveri Ceserani disperati pensarono che  avesse sete. Presero una lunga scala e salirono sul pioppo, appendendosi poi tutti in file ad un ramo alto, sperando di riuscire a piegarlo  tanto da immergerlo nella fontana. Ad un certo punto il primo, preso dalla fatica, decise di  sputarsi nelle mani e mollò un attimo la presa, facendo cadere tutti a terra. Erano tutti aggrovigliati e non sapevano più quali fossero le gambe  e le braccia di ognuno. Passava di lì un “frate cercon” che sentendoli lamentare si avvicinò, prese il  suo bastone e cominciò a menare legnate sui Ceserani. Questi  ultimi  cominciarono a gridare “Ahi Ahi la mì gamba!! Ahi Ahi il mì braccio”. Ed ognuno in questo modo ritrovò le  proprie gambe e braccia. 

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