foto di Simone Cipriani © riproduzione riservata
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Campi di Lupinaia

Attività agricola e terrazzamenti
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Per poter sfruttare al meglio i pendii del comune, gli abitanti nei secoli, hanno modificato l'aspetto della valle costruendo dei terrazzamenti. 

Questi garantiscono una maggiore superficie lavorabile, e poichè questi paesi erano autosufficienti non ne andava sprecato neanche un metro quadro. 

Normalmente al bordo della terrazza venivano piantate le viti per la produzione di vino, mentre all'interno le semine variavano di anno in anno così da garantire la buona salute dei terreni. 

Venivano prodotti grano mais patate fagioli e ortaggi. 

Una buona parte era adibito a frutteto, ottime sono le qualità autoctone di meli peri e ciliegi 

Purtroppo oggi molti di queste terrazze sono abbandonate e la natura  ha ripreso quello che gli apparteneva. 

Lo stesso nome di Lupinaia è presumibilmente legato alle pratiche agricole. I lupini infatti sono antichi legumi, utilizzati fin dagli Egizi e dai Romani, oltre che per l’alimentazione umana ed animale, anche e soprattutto per rendere piu’ fertile il terreno. 

Si legge nella celebre “Descrizione geografica storica economica  della Garfagnana” del Raffaelli del 1879 circa le produzioni agricole di Fosciandora: “in alcune località vegeta bene anche l’olivo, che se fosse ben coltivato darebbe un discreto prodotto. Le campagne, fino ad una certa altezza, sono fertili e producono buoni e copiosi cereali, che non bastano però al consumo degli abitanti, i quali solo dalle vastissime selve di castagni raccolgono il loro principale nutrimento. Le viti danno discrete ed abbondanti uve, da cui si ricavano vini, che si pongono in commercio nei paesi del Circondario (i cui abitanti li preferiscono ai Toscani) e formano, può dirsi, la principale entrata delle famiglie.”

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